Per abbassare le tariffe il modo c'è

Ma non sono soltanto di Tim, Vodafone, Wind e Tre gli interessi in ballo in questa competizione. Ci sono anche quelli di Tele2. Che se si lamenta è perché vuole diventare anche in Italia operatore virtuale di rete mobile, così come è in quasi tutti gli altri Paesi europei (e persino in Russia). L'idea è che un operatore virtuale permetterebbe di abbassare i costi degli SMS. Gli operatori virtuali sono puri rivenditori del servizio: non hanno rete, ma si appoggiano a quella di un altro operatore. In Italia non è possibile esserlo, per ora, poiché gli operatori con licenza non vogliono dare a eventuali virtuali l'accesso alla propria rete e, secondo la delibera 544 del 2000, non vi saranno costretti dall'Autorità TLC almeno fino al 2010. Nella maggior parte degli altri Paesi europei, invece, l'Autorità favorisce e protegge gli accordi tra i virtuali e gli operatori. In altri, come il Regno Unito e la Svezia, non ce n'è bisogno: gli operatori, a differenza di quelli italiani, non si sono chiusi in una barricata; spontaneamente hanno fatto accordi con i virtuali.

"È grazie a loro che in vari Paesi europei sono crollati negli ultimi sei mesi i prezzi soprattutto degli Sms, che a monte costano molto poco", conferma a Punto Informatico John Strand, direttore di Strand Consult, osservatorio di ricerca specializzato nel mercato della telefonia mobile. Tuttavia, è quasi soltanto in Nord Europa che gli SMS costano meno che in Italia: 7,55 centesimi in Svezia, 9 centesimi in Olanda, 6,51 centesimi in Danimarca. In Austria è peggio che da noi: 20 centesimi; in Inghilterra, il minimo è 15 centesimi, applicati dall'operatore virtuale (Virgin UK). Diventano 4,5 centesimi solo se l'SMS è inviato a un utente dello stesso operatore. Vodafone UK chiede invece 18 centesimi.

Caso interessante è la Francia: il prezzo è sceso da 13 a 10 centesimi, nel 2003, grazie alla protesta dell'associazione dei consumatori francesi UFC: ha calcolato che il costo a monte per ogni SMS è di 2,2 centesimi. "In Italia invece il prezzo al pubblico potrebbe scendere del 30-40 per cento, con l'arrivo di operatori virtuali", prevede Filippetti.

Quali speranze ci sono? La situazione è aperta. Un portavoce del Garante TLC ha detto a Punto Informatico che "in seguito all'esposto del Codacons, le strutture dell'Autorità stanno valutando l'opportunità di proporre al Consiglio l'apertura di un'istruttoria sull'eventuale ingresso degli operatori virtuali nel mercato della telefonia". L'Antitrust preferisce invece non commentare; ma forse qualcosa bolle in pentola e, secondo voci di corridoio, si potrebbe essere vicini all'apertura di un'istruttoria sul caso degli operatori italiani.

Nel frattempo, l'alto costo degli SMS ha già favorito la nascita di un business parallelo, in alcuni Paesi. In Italia è quello di Movyda, che da ottobre permette di scambiare SMS (e altro: foto, file audio…) tramite GPRS. Il prezzo medio di un SMS scende così a 0,15 centesimi di euro. Il servizio però funziona solo tra utenti Movyda dotati di cellulari Java e ha anche un canone fisso: tre euro al mese.

http://punto-informatico.it/p.asp?i=50886&p=2

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